SHANK: Una Cronologia di Scoperte Scientifiche e Sfide Mediche

February 7, 2026

Cronologia: SHANK

SHANK: Una Cronologia di Scoperte Scientifiche e Sfide Mediche

Questa linea del tempo traccia le tappe fondamentali della ricerca sulla famiglia di proteine SHANK, cruciali per la comprensione di diverse condizioni neurologiche, con particolare attenzione al contesto scientifico italiano e internazionale.

Anni '90 - Inizio 2000: La Scoperta Fondamentale

La storia dei geni SHANK (SH3 and multiple ankyrin repeat domains) inizia con la loro identificazione alla fine degli anni '90. I ricercatori scoprono che queste proteine svolgono un ruolo strutturale fondamentale nelle sinapsi, i punti di comunicazione tra i neuroni. Agiscono come "impalcature" (scaffolding) nell'organizzazione dei recettori e delle vie di segnalazione nella densità postsinaptica dei neuroni eccitatori. Questa scoperta getta le basi per comprendere la plasticità sinaptica, il meccanismo alla base dell'apprendimento e della memoria.

2010-2015: Il Legame con i Disturbi del Neurosviluppo

In questo periodo, ricerche genetiche su larga scala, anche con contributi di team italiani come quelli dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e di vari atenei, identificano mutazioni nei geni SHANK2 e SHANK3 come fattori di rischio significativi per i disturbi dello spettro autistico (ASD). In particolare, le mutazioni del gene SHANK3 vengono riconosciute come la causa genetica più frequente della Sindrome di Phelan-McDermid, una condizione rara caratterizzata da disabilità intellettiva, assenza o ritardo del linguaggio e tratti autistici. Questo legame diretto trasforma SHANK da oggetto di ricerca di base a bersaglio cruciale per la medicina traslazionale.

2020: Modelli Animali e Prime Strategie Terapeutiche

La ricerca si concentra sullo sviluppo di modelli murini (topi) con mutazioni nei geni Shank per studiarne la fisiopatologia. Studi internazionali, a cui partecipano anche centri di eccellenza in Italia, dimostrano che la riattivazione dell'espressione di SHANK3 in età adulta nei modelli animali può parzialmente invertire alcuni deficit sinaptici e comportamentali. Questo risultato, pubblicato su riviste leader come Nature, offre una prova di principio fondamentale: i difetti legati a SHANK potrebbero essere modificabili anche dopo lo sviluppo del cervello, aprendo la strada a potenziali terapie non solo preventive ma anche correttive.

2022-2023: La Spinta verso la Clinica e il Ruolo dell'Italia

Il panorama della ricerca su SHANK diventa sempre più internazionale e orientato alla terapia. Vengono avviati i primi studi clinici di fase iniziale su farmaci che mirano a modulare le vie metaboliche colpite dalle mutazioni di SHANK. In parallelo, in Italia, la comunità scientifica e le associazioni di pazienti (come l'Associazione Italiana Sindrome di Phelan-McDermid) diventano attori sempre più importanti. Organizzano convegni, favoriscono la raccolta di dati sui pazienti e promuovono la ricerca collaborativa. In questo periodo, si consolida anche l'ipotesi che le mutazioni nei geni SHANK possano essere coinvolte in un ventaglio più ampio di condizioni neurologiche e psichiatriche, tra cui la schizofrenia e alcune forme di epilessia.

2024-Oggi: Medicina di Precisione e Sfide Etiche

La ricerca è ora focalizzata sulla medicina di precisione. Si studiano differenze tra le varie mutazioni di SHANK per personalizzare gli approcci terapeutici. Le tecnologie all'avanguardia, come la terapia genica e l'editing genomico (es. CRISPR), iniziano a essere esplorate in modelli preclinici come potenziali strade per correggere le mutazioni alla radice. Contemporaneamente, guadagnano rilievo le discussioni etiche sull'applicazione di queste tecnologie sul genoma umano e sull'accesso equo alle future terapie, spesso estremamente costose. Il dibattito scientifico e bioetico è vivace anche nelle istituzioni accademiche italiane.

Prospettive Future

Il futuro della ricerca su SHANK si svilupperà lungo tre assi principali. Primo, l'avanzamento degli studi clinici sarà cruciale per trasformare decenni di ricerca di base in terapie concrete per le persone con sindrome di Phelan-McDermid e condizioni correlate. Secondo, la collaborazione transnazionale, inclusa quella all'interno dei programmi di ricerca dell'Unione Europea a cui l'Italia partecipa attivamente, sarà essenziale per condividere dati, risorse e pazienti per studi più ampi e significativi. Terzo, il dialogo tra scienziati, clinici, pazienti, famiglie ed etici dovrà intensificarsi per guidare responsabilmente l'applicazione delle nuove tecnologie. La linea del tempo di SHANK, iniziata con una scoperta di biologia fondamentale, è quindi destinata a proseguire verso traguardi che toccheranno sempre più da vicino la vita delle persone, ponendo al contempo domande profonde sulla frontiera della medicina.

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