#ProvaDelLider: Quando la Politica Diventa uno Spettacolo da Baraccone

February 6, 2026

#ProvaDelLider: Quando la Politica Diventa uno Spettacolo da Baraccone

Guardate quella foto. No, non quella ritoccata per la campagna elettorale. Quella scattata dal vivo, durante l'ennesimo comizio, con la faccia sudata e il gesto plateale. Ecco, fermatevi lì un attimo. Questo, secondo alcuni, sarebbe il "test del leader"? Mi viene da ridere, o forse da piangere. La mia posizione è netta e senza mezzi termini: abbiamo ridotto la complessa, faticosa e sacra arte del guidare una comunità a una serie di prove da circo, a un reality show dove vince chi urla più forte o fa la battuta più tagliente su X. È una deriva pericolosa, e siamo tutti complici.

Il Culto dell'Immagine e la Morte delle Idee

Ricordo i dibattiti di una volta – forse li ricordo troppo bene, o forse li idealizzo. Si parlava di programmi, di visioni, di come costruire un domani migliore. Oggi? Oggi si parla di "presenza scenica", di "capacità di trendare" sui social, di come un candidato "resiste" a un'intervista ostile come se fosse una prova di sopravvivenza nella giungla. Ma scusatemi, guidare una nazione è forse paragonabile a un episodio di "L'Isola dei Famosi"? Abbiamo sostituito le piattaforme politiche con le pose fotografiche, i progetti con i meme. La #ProvaDelLider, così come viene intesa oggi, misura tutto tranne l'essenziale: la competenza, l'onestà intellettuale, la capacità di ascoltare e la resistenza nel lungo periodo. Misura la maschera, non il volto.

La Trappola del Like: Noi, il Pubblico in Platea

E qui arriva il punto dolente: di chi è la colpa? Dei politici che si adeguano alle regole di questo gioco malato, o di noi che le abbiamo create? Siamo noi che scambiamo la rabbia per passione, la semplificazione brutale per chiarezza, l'arroganza per forza. Clikkiamo, condividiamo, commentiamo con rabbia gioiosa ogni loro passo falso, trasformando l'agorà pubblica in un'arena digitale. La vera #ProvaDelLider dovrebbe essere per noi elettori: siamo in grado di distinguere un uomo di Stato da un cantastorie? Siamo capaci di pretendere sostanza invece di contentarci dello spettacolo? Troppo spesso, la risposta mi sembra un amaro "no". Siamo diventati il pubblico di un talk show, che fischia o applaude a comando, dimentico che il palcoscenico è, in realtà, la nostra casa comune.

Riprendiamoci la Leadership: Una Sfida per Tutti

Allora, che fare? Arrenderci a questa logica? Assolutamente no. Il primo atto di ribellione è smettere di usare il termine #ProvaDelLider per descrivere una performance mediatica. La vera prova di un leader si svolge nel silenzio degli uffici, nelle scelte difficili che non fruttano consenso immediato, nella coerenza giorno dopo giorno. È una maratona, non uno sprint da 10 secondi per i social. Dobbiamo iniziare a fare domande diverse: non "Com'è andato in TV?", ma "Cosa ha concretamente realizzato?". Non "Quanti follower ha?", ma "Quante persone ha aiutato a sollevarsi?".

La conclusione è amara ma necessaria: finché continueremo a valutare i nostri aspiranti governanti con le metriche di un influencer, avremo la politica che ci meritiamo. Superficiale, urlata, e tragicamente inefficace. La prossima volta che vedrete l'hashtag #ProvaDelLider trendare, chiedetevi: stiamo parlando di un leader, o dell'ultimo fenomeno da baraccone? La differenza è abissale, e il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di ricordarcelo. Smettiamola di essere il pubblico. Ricominciamo a essere il popolo.

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