Il Movimento #cepostaperte Attraversa l'Italia: Proteste e Dialoghi per una Nuova Politica Abitativa

February 8, 2026

Il Movimento #cepostaperte Attraversa l'Italia: Proteste e Dialoghi per una Nuova Politica Abitativa

ROMA, 26 Ottobre 2023 – Un movimento sociale spontaneo, identificato dall'hashtag #cepostaperte, sta guadagnando rapidamente consenso in diverse città italiane, chiedendo interventi urgenti sulla crisi abitativa e sull'accesso agli spazi pubblici. Nelle ultime settimane, azioni di protesta pacifica – tra cui occupazioni simboliche di edifici sfitti, assemblee pubbliche e flash mob – hanno coinvolto centinaia di cittadini, principalmente giovani, studenti e lavoratori precari, ponendo al centro del dibattito nazionale le politiche per la casa e il riuso del patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato.

Le Origini e le Richieste del Movimento

Il movimento, privo di una struttura gerarchica formale, è emerso inizialmente online, per poi concretizzarsi in azioni coordinate a Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli. La scintilla è scattata in risposta all'aumento record degli affitti, alla carenza di alloggi popolari e alla percezione di un patrimonio edilizio lasciato deliberatamente vuoto in centri urbani sempre più esclusivi. I partecipanti chiedono alle amministrazioni locali e al governo misure immediate: un censimento aggiornato degli immobili sfitti, sgravi fiscali per i proprietari che mettono in affitto a canoni calmierati, un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e la destinazione di spazi inutilizzati a servizi sociali e culturali.

"Non stiamo chiedendo l'impossibile, ma il necessario. In ogni città ci sono palazzi vuoti da anni, mentre migliaia di persone non hanno un tetto o spendono l'80% del loro stipendio per l'affitto. #cepostaperte è un grido di dignità e un invito pratico a riaprire quelle porte", dichiara Chiara Russo, studentessa universitaria e portavoce di un collettivo romano aderente alla protesta.

Le Reazioni delle Istituzioni

Le reazioni della politica sono divergenti. Alcuni sindaci, soprattutto di centrosinistra, hanno espresso apertura al dialogo, annunciando l'intenzione di accelerare i piani di riqualificazione urbana. Altri esponenti di governo e amministratori locali di centrodestra hanno invece definito le occupazioni simboliche "atti illegittimi" che minano il diritto di proprietà, pur riconoscendo l'esistenza di una criticità abitativa.

"Il problema è reale e lo stiamo affrontando con il piano nazionale 'Casa Italia', che prevede fondi per la riqualificazione e incentivi. Ma non si può rispondere all'illegalità con altra illegalità. Il dialogo è possibile solo nel pieno rispetto della legge", afferma Marco Ferrini

Parallelamente, associazioni di categoria come la Confedilizia hanno messo in guardia da "soluzioni semplicistiche", sottolineando la complessità del mercato immobiliare e la necessità di interventi che stimolino gli investimenti nella locazione.

Il Caso di Torino: Un Laboratorio di Confronto

A Torino, il movimento ha trovato un terreno di confronto concreta. Dopo l'occupazione simbolica di un ex edificio scolastico nel quartiere di Aurora, l'amministrazione comunale ha proposto una tavola rotonda con i rappresentanti del movimento, i proprietari dell'immobile e le organizzazioni del terzo settore. L'obiettivo è esplorare la possibilità di un affitto sociale temporaneo per trasformare lo stabile in un centro di aggregazione giovanile e di supporto allo studio.

"Questa è la strada giusta: non scontri sterili, ma sperimentazione. Se riusciamo a fare di Torino un modello di riuso sociale degli spazi vuoti, avremo dato una risposta costruttiva a una domanda che viene dal basso", commenta Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino.

Prospettive e Sfide Future

L'evoluzione di #cepostaperte rimane incerta. La sua forza risiede nella capacità di mobilitazione diretta e nella focalizzazione su un tema trasversale che tocca fasce sempre più ampie della popolazione. La sfida principale sarà mantenere coesione e pressione costruttiva senza strutture formali, evitando derive che possano isolare il movimento dal sostegno dell'opinione pubblica. Gli osservatori politici segnalano che la questione abitativa potrebbe diventare centrale nelle prossime tornate elettorali amministrative, costringendo tutti gli schieramenti a presentare proposte dettagliate.

Il movimento ha già annunciato per il prossimo mese una "giornata nazionale degli spazi aperti", con eventi in tutta Italia per mappare collettivamente gli edifici non utilizzati e presentare proposte progettuali alle istituzioni. L'esito di questa iniziativa e la risposta delle istituzioni nazionali saranno un banco di prova cruciale per capire se #cepostaperte rappresenterà solo un momento di protesta o l'inizio di un cambiamento duraturo nelle politiche urbane del paese.