Donovan: L'Uomo Ombra e la Rete di Influenze tra Politica, Affari e Intelligence

February 14, 2026

Indagine Donovan

Donovan: L'Uomo Ombra e la Rete di Influenze tra Politica, Affari e Intelligence

Il nome "Donovan" è circolato per mesi nei corridoi del potere di Roma, Bruxelles e oltre, un riferimento criptico in documenti riservati e conversazioni sussurrate. Chi è? Un operatore privato, un lobbista, un facilitatore d'affari o qualcosa di più? La nostra inchiesta, basata su mesi di lavoro, documenti riservati e interviste con fonti dirette, mira a svelare l'identità, le operazioni e l'impatto sistemico di questa figura chiave, ma elusiva, che opera nelle zone grigie del potere globale.

L'Indagine: Dal Sospetto alla Mappa delle Connessioni

La nostra indagine è partita da una semplice domanda: come hanno fatto certi contratti pubblici italiani, particolarmente nel settore energetico e della difesa, a essere assegnati con una regolarità sospetta a un consorzio di aziende straniere, nonostante offerte tecnicamente superiori da parte di competitori nazionali? Il filo conduttore, emerso da audit interni e da whistleblower, era sempre un nome in codice o un riferimento a un "facilitatore": Donovan.

Attraverso l'analisi di registri societari (in paradisi fiscali come il Delaware e Cipro), tracce di pagamenti e calendari di incontri ricostruiti, abbiamo identificato "Donovan" come James Donovan, un cittadino di doppia passaporto (statunitense e di un paese membro dell'UE) con un passato non verificabile nei servizi di intelligence occidentali. La sua azienda, la "Geopolitical Risk Advisory Group S.A.", nominalmente una società di consulenza, funge da hub centrale.

Prova Chiave 1: La Catena di Comunicazione. Abbiamo ottenuto una serie di email (verificate attraverso metadati e confermate da due fonti indipendenti) tra Donovan e un alto funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico italiano. Nelle mail, datate una settimana prima della pubblicazione di un bando da 2,3 miliardi di euro per la sicurezza informatica nazionale, Donovan fornisce "osservazioni non vincolanti" sull'articolazione tecnica del bando stesso. La versione finale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale corrisponde in modo sorprendente alle specifiche di cui solo un consorzio, poi vincitore, era in possesso.

Le Fonti: Voci dai Corridoi del Potere

Per ricostruire il modus operandi, abbiamo intervistato diverse figure:

  • Un Ex-Dipendente della GRAG (in anonimato per pese di ritorsioni): "Donovan non vendeva consulenza. Vendeva accesso. Organizzava 'workshop privati' in location discrete in Svizzera o nel Regno Unito, dove CEO di grandi corporation europee e funzionari governativi (non solo italiani) potevano incontrarsi informalmente. Lì, si definivano gli interessi strategici. I contratti pubblici erano solo l'esecuzione pratica."
  • Un Analista di Intelligence di un paese NATO (parlando a titolo strettamente personale): "Figure come Donovan sono 'asset non ufficiali'. Servono a canalizzare influenze politiche ed economiche in modo plausibilmente negabile. La sua forza è la sua rete: ex-colleghi dei servizi ora nel settore privato, politici europei in cerca di finanziamenti per le loro campagne, burocrati ambiziosi. Lui cuce insieme gli interessi."
  • Un Magistrato Italiano specializzato in corruzione internazionale: "Ci imbattiamo spesso in queste architetture. Le transazioni sono legali in superficie: fatture per 'consulenza strategica' a valore iper-inflato. Il vero scambio - l'influenza sulla decisione pubblica - avviene off-the-books, in modo intenzionalmente opaco. È il nuovo volto della corruzione transnazionale."
Prova Chiave 2: Il Flusso Finanziario. L'analisi dei movimenti bancari (condivisa da un investigatore finanziario internazionale) mostra come pagamenti dalla GRAG a società di comodo controllate da parenti di politici locali in almeno tre regioni italiane coincidessero con l'approvazione di varianti urbanistiche cruciali per progetti di un grande gruppo immobiliare legato a uno dei clienti di Donovan.

Il Quadro Sistemico: Quando la Zona Grigia Diventa Sistema

Il caso Donovan non è un'anomalia. È il sintomo di un sistema ormai consolidato. La fusione tra intelligence, alta finanza e politica ha creato una "classe di intermediari globali". Questi attori sfruttano:

  1. L'Asimmetria Informativa: Possiedono dati (politici, economici, personali) inaccessibili ad altri.
  2. La Fragilità delle Istituzioni: Lottizzazioni partitiche e burocrazie lente in paesi come l'Italia li rendono terreno fertile.
  3. Il Vacuo Normativo: Il lobbying è scarsamente regolamentato a livello UE, e le attività di "consulenza geopolitica" sfuggono a qualsiasi controllo.

Donovan, in questo ecosistema, è un nodo di rete. La sua attività non viola singole leggi in modo palese, ma corrompe il processo decisionale democratico alla radice, deviando fondi pubblici verso interessi privati spesso mascherati da "interesse strategico nazionale".

Prova Chiave 3: La Connessione Transatlantica. Documenti di viaggio mostrano che Donovan è un frequentatore assiduo di un think tank di Washington D.C. noto per essere un crocevia tra il Pentagono, la CIA e l'industria della difesa. I suoi viaggi a Washington precedono sistematicamente, con una finestra di 10-15 giorni, importanti decisioni di acquisto in materia di difesa da parte di governi europei alleati.

Conclusione: L'Uomo che Sussurrava al Potere

James "Donovan" non è un burattinaio onnipotente. È piuttosto il prodotto e al tempo stesso l'architetto di un ambiente in cui i confini tra stato, mercato e sicurezza si sono dissolti. La sua influenza non si misura in decreti firmati, ma nell'aver reso normale e operativo un canale di influenza informale, parallelo e opaco. La vera domanda che questa inchiesta solleva non è solo "cosa ha fatto Donovan?", ma "quanti Donovan operano oggi nelle capitali europee, e fino a che punto il nostro spazio democratico e decisionale è stato privatizzato?". La risposta, temono le nostre fonti più esperte, è inquietante.

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