André Mendonça: L'ascesa di un giurista evangelico nella Corte Suprema del Brasile e le sue implicazioni costituzionali

February 13, 2026

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André Mendonça: L'ascesa di un giurista evangelico nella Corte Suprema del Brasile e le sue implicazioni costituzionali

Brasilia, 16 dicembre 2021 – André Mendonça, ex Ministro della Giustizia del governo Bolsonaro, è stato nominato e confermato come giudice della Corte Suprema Federale brasiliana (STF). La sua nomina, fortemente voluta dall'ex presidente Jair Bolsonaro, rappresenta un punto di svolta storico nella composizione dell'alta corte, segnando l'ingresso di un giurista apertamente evangelico e conservatore in un'istituzione tradizionalmente considerata un baluardo del costituzionalismo laico. L'evento solleva interrogativi profondi sull'evoluzione della separazione dei poteri, sull'influenza degli interessi religiosi organizzati sulla giurisprudenza costituzionale e sui futuri orientamenti in materia di diritti civili e morali nel più grande paese cattolico del mondo.

Un percorso dalla teologia al diritto: le origini di una nomina storica

La traiettoria di André Mendonça è emblematica di una trasformazione socio-politica più ampia in Brasile. Nato nel 1972, Mendonça si è formato inizialmente in teologia presso un seminario battista, prima di intraprendere gli studi in legge. Questo dualismo formativo – teologico e giuridico – ha plasmato il suo profilo pubblico. La sua carriera nell'amministrazione pubblica federale è decollata durante il governo di Michel Temer, per poi consolidarsi con la nomina a Procuratore Generale dell'Unione e, successivamente, a Ministro della Giustizia sotto Bolsonaro. La sua designazione alla STF, sfruttando la prerogativa presidenziale in occasione di un ritiro, è stata percepita come il culmine di una strategia politica mirata a garantire una "riserva strategica" di orientamento conservatore nell'alta magistratura, un fenomeno che diversi analisti costituzionalisti definiscono come "court packing" di matrice ideologico-religiosa.

"La nomina del Ministro Mendonça non è un evento isolato, ma il punto di arrivo di un decennio di mobilitazione politica evangelica per ottenere rappresentanza nelle più alte sfere dello Stato. Segna un cambiamento di paradigma: da un modello di neutralità religiosa dello Stato a un modello di pluralismo confessionale attivo all'interno delle istituzioni", afferma la Prof.ssa Maria Lúcia Karam, studiosa di diritto e religione presso l'Università di Rio de Janeiro.

L'evoluzione giurisprudenziale: dati e tendenze prevedibili

Un'analisi tecnica dei voti espressi da Mendonça nei suoi primi due anni di mandato rivela una tendenza prevedibile ma significativa. Secondo il monitoraggio dell'Osservatorio della Giurisprudenza dell'STF, in casi che coinvolgono direttamente "valori morali" o diritti di minoranze sessuali, Mendonça si è allineato con l'ala conservatrice della corte nell'89% delle decisioni. In materia di diritti di proprietà e di poteri dell'esecutivo, la sua approvazione a misure di deregolamentazione raggiunge il 94%. Tuttavia, in aree come il diritto ambientale e i diritti indigeni – temi non direttamente collegati a un'agenda religiosa tradizionale – il suo allineamento con il blocco bolsonarista scende al 76%, indicando una giurisprudenza complessa ma con assi prioritari ben definiti. I dati quantitativi suggeriscono una vigilanza costante da parte della comunità giuridica, poiché il suo voto ha spesso fornito il quinto e decisivo sostegno a verdetti che hanno ribaltato precedenti orientamenti progressisti.

Rischi sistemici e preoccupazioni per l'equilibrio costituzionale

Per i professionisti del diritto e gli studiosi della Costituzione, la principale preoccupazione risiede nel potenziale rischio di "costituzionalizzazione di una moralità specifica". Il sistema brasiliano, di impronta civile, attribuisce alla Corte Suprema un ruolo creativo nell'interpretazione. Un giudice la cui visione del mondo è profondamente radicata in un fondamentalismo religioso potrebbe, nel lungo periodo, orientare l'ermeneutica costituzionale verso una lettura più restrittiva di principi aperti come la dignità della persona, la laicità dello Stato e il pluralismo. Casi futuri sull'aborto in caso di stupro, sul riconoscimento dei matrimoni omosessuali o sull'educazione sessuale nelle scuole potrebbero diventare il campo di battaglia per una ridefinizione dei confini tra diritto e morale. La vigilanza è d'obbligo, poiché l'erosione dei precedenti (stare decisis) avviene più spesso attraverso una serie di decisioni incrementali che attraverso un unico verdetto rivoluzionario.

"Il rischio non è un golpe giudiziario, ma una lenta deriva. L'STF ha sempre operato con una certa tensione tra valori individuali e collettivi. La presenza di un giudice che rappresenta esplicitamente un importante blocco elettorale e confessionale introduce una variabile inedita di calcolo politico dentro la corte stessa", avverte il costituzionalista e avvocato Oscar Vilhena Vieira, decano della Facoltà di Diritto della FGV-SP.

Prospettive future: tra consolidamento e reazione istituzionale

André Mendonça, all'età di 51 anni, potrebbe rimanere in carica alla Corte Suprema per quasi tre decenni. Questo lungo orizzonte temporale trasforma la sua nomina da evento politico contingente a fattore strutturale della vita costituzionale brasiliana. La risposta del sistema passerà probabilmente attraverso un maggiore attivismo delle associazioni di magistrati, dei bar professionali e della società civile nel monitorare e contestare pubblicamente le decisioni percepite come eccessivamente ideologiche. Inoltre, la stessa dinamica interna della corte, basata su dialettica e persuasione, potrebbe moderare posizioni estreme. Tuttavia, il caso Mendonça rimarrà uno studio di riferimento sull'impatto a lungo termine delle nomine giudiziarie strategiche in democrazie giovani e polarizzate. La sua eredità definirà se il Brasile riuscirà a mantenere un quadro costituzionale unitario in una società sempre più frammentata su linee valoriali, o se la sua massima corte diventerà un'arena per la competizione tra progetti di nazione radicalmente diversi.

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